Archive for the ‘paolo’ Category

Pedalando per Londra

Posted by Paolo On aprile - 15 - 2010

(di Paolo L.)

Eccomi qui, di nuovo sull’unreality blog di famiglia.

Dalla pseudo-recensione di Avatar ad oggi qualche cosa e’ successa: casa nuova nell’East, un po’ di corse domenicali, lavoro, colleghi che partono ed altri che arrivano, The Lenotti’s che sbarca persino su Twitter.

Insomma, si cerca di tenerle impegnate queste giornate londinesi – certo senza mai farle diventare troppo cool o memorabili, si sa.

Percio’ ecco che in una vita locale fatta notoriamente di sex (poco), drugs (assolutamente zero) e rock’n’roll (OK, quello si), e’ tempo di condividire con gli amici del blog qualcosa di unico, un episodio forse da libro Cuore (che piacera’ a Papa’, se non altro): la mia prima multa in bicicletta. Ebbene si, avete capito bene. MULTA IN BICICLETTA!

 

Un tre settimane fa circa, domenica mattina. Un bel sole scalda la citta’ ancora infreddolita.

La mamma del mio conquilino (Keith) e’ ospite da noi per il weekend.

Decido finalmente di acquistare quella bici adocchiata da un po’ nel negozio di fronte a casa. Casco, luci, luchetto. Prendo tutto il necessario, pago e via!

Penso anche sia una buona idea l’andare verso l’ufficio, non tanto per vedere l’effetto che fa – come avrebbe cantato qualcuno –, ma piu’ semplicemente per vedere quanto ci si impiega. Non voglio fare tardi domani, penso.

Svolazzo tra le vie della City in direzione Farringdon (dove lavoro), quando una volante mi affianca e chiede di sostare. Just a quick chat!  

 

La chat e’ si abbastanza veloce ma certo non indolore. Da buon italiano ho fatto tre rossi di fila senza nemmeno accorgermene – OK l’ultimo si, ma i primi due davvero non li avevo visti!

Mi confermano che mi hanno fermato prima che saltassi il quarto e poi il quinto. 30 sterline e pedalare, perche’ dovrebbero essere 90 (si, 30 per semaforo!).

Cerco di addolcire l’uomo in divisa con il mio umorismo. E’ inglese percio’ lo dovrebbe capire.

Gli dico che qui si tratta di un record mondiale, avro’ comprato la bici da una decina di minuti si e no! Poi e’ pure una bellisima domenica di sole… certo non il modo giusto di iniziarla, no?!

 

Ma no, non funziona granche’. “To me Sunday is like any other day”, mi fa.

 

 

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Avatar: una serata in 3D

Posted by Paolo On gennaio - 18 - 2010

(di Paolo L.)

Io che scrivo un pezzo su un film in 3D per il nuovo blog di famiglia – di cui già sono fan su Facebook –, sì, significa davvero anno nuovo, vita nuova!
E no, non perché ora sia single… E’ che aveva ragione Rocky (il IV), e che davvero “se io posso cambiare e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare.”
Ma andiamo con ordine.

 

Finisco per vedere “Avatar” – che guarda caso la sera stessa verrà premiato ed acclamato ai Golden Globe Awards – per pura coincidenza.

Volevo letteralmente spararmi “Sex, drugs & rock n roll” – uno dice, almeno al cinema! – alle 18.25, all’Odeon in Camden Town. Ma il bus si fa aspettare ed il viaggio diventa un calvario. E’ pure domenica sera, volendo la situazione sarebbe già piuttosto triste di suo.
Insomma arrivo tardi ma non me la prendo. Ormai son qui e si va per il cambio di programma.
Fatto il biglietto si tratta solo di indossare gli occhiali (3D) su quelli veri (da miope). Easy.

 

Il film si scopre sin da subito bello ed avvincente. La sala è piena e segue in un (quasi) religioso silenzio.

C’è un pò tutto dentro Avatar. Il marine un tempo invincibile ed ora sulla sedie a rotelle, la tecnologia USA allo stato più avanzato, la voglia – sempre USA – di ricercare, conquistare, vincere.

Bene contro male, arrivismo, amore, fratellanza, gelosia. Pure gli immancabili spari da far west.
Sin qui nulla di davvero nuovo e, soprattutto, piacevole per i miei gusti. Ma c’è un ma, anzi due.
Quegli occhialini ed una storia tutto sommato non-nuova ma che si riveste e rivende bene  – come se lo fosse, nuova.
La qualità del cinema 3D è ormai impressionante, se pensi che fino a pochi anni fa per casa giravano dinosauri chiamati Commodore e Amiga
E basta cosi poco, nemmeno ci si accorge di stare in un sala buia con degli occhiali da sole adosso.
Inoltre il parallello vita reale e vita da avatar – un Second Life ultima generazione? – è perfetto per questi tempi fatti di social media e iPhone. Chissà, magari un giorno le nostre vite arriveranno anche li. Mi piace comunque vederci dentro un altro parallelo, nemmeno poi così forzato.

 

Se con i vari Rocky il cinema americano degli anni ‘80 cercava di vincere a colpi di film e boxer la guerra fredda contro l’Unione Sovietica, con Avatar si avvera l’esatto contrario.
La sensazione difatti è di aver già letto ed ascoltato tanti di questi dialoghi in riferimento agli odierni – e verissimi – conflitti in Iraq e Afghanistan.
Le truppe americane che faticano in un territorio ostico e non familiare, dove al contrario gli avatar sguazzano a meraviglia.
Le prime che devono affrontare dissidenti interni, i secondi via via più uniti, numerosi e pronti a morire per la propria gente.
Bombe inutili, sganciate anche quando non necessarie, contro armi più rudimentali ma comunque vincenti.
Ed ecco che l’un tempo inimmaginabile oggi accade. Nel 2010 è l’avatar alla Balboa a passare dall’altra parte, non più i compagni russi a cambiare sponda – e per di più nel giro di pochi round…

 

Non svelerò il finale, non si fa. Dico solo che se fosse terminato una trentina di minuti prima, e in modo più amaro, sarebbe stato un capolavoro. Ma gli americani ce l’hanno con sto happy ending
Certo Cameron c’ha visto lungo, con o senza occhiali 3D, ma avrebbe potuto essere meno politically correct e più cinico. Sarebbe stato non solo un film di successo, ma in parte anche di denuncia.
Comunque sia, il vero must è essere abbastanza svelti da infilarsi in tasca/borsa gli occhialini quando accendono le luci… ci riuscirete?

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