(di Paolo L.)
Eccomi qui, di nuovo sull’unreality blog di famiglia.
Dalla pseudo-recensione di Avatar ad oggi qualche cosa e’ successa: casa nuova nell’East, un po’ di corse domenicali, lavoro, colleghi che partono ed altri che arrivano, The Lenotti’s che sbarca persino su Twitter.
Insomma, si cerca di tenerle impegnate queste giornate londinesi – certo senza mai farle diventare troppo cool o memorabili, si sa.
Percio’ ecco che in una vita locale fatta notoriamente di sex (poco), drugs (assolutamente zero) e rock’n’roll (OK, quello si), e’ tempo di condividire con gli amici del blog qualcosa di unico, un episodio forse da libro Cuore (che piacera’ a Papa’, se non altro): la mia prima multa in bicicletta. Ebbene si, avete capito bene. MULTA IN BICICLETTA!
Un tre settimane fa circa, domenica mattina. Un bel sole scalda la citta’ ancora infreddolita.
La mamma del mio conquilino (Keith) e’ ospite da noi per il weekend.
Decido finalmente di acquistare quella bici adocchiata da un po’ nel negozio di fronte a casa. Casco, luci, luchetto. Prendo tutto il necessario, pago e via!
Penso anche sia una buona idea l’andare verso l’ufficio, non tanto per vedere l’effetto che fa – come avrebbe cantato qualcuno –, ma piu’ semplicemente per vedere quanto ci si impiega. Non voglio fare tardi domani, penso.
Svolazzo tra le vie della City in direzione Farringdon (dove lavoro), quando una volante mi affianca e chiede di sostare. Just a quick chat!
La chat e’ si abbastanza veloce ma certo non indolore. Da buon italiano ho fatto tre rossi di fila senza nemmeno accorgermene – OK l’ultimo si, ma i primi due davvero non li avevo visti!
Mi confermano che mi hanno fermato prima che saltassi il quarto e poi il quinto. 30 sterline e pedalare, perche’ dovrebbero essere 90 (si, 30 per semaforo!).
Cerco di addolcire l’uomo in divisa con il mio umorismo. E’ inglese percio’ lo dovrebbe capire.
Gli dico che qui si tratta di un record mondiale, avro’ comprato la bici da una decina di minuti si e no! Poi e’ pure una bellisima domenica di sole… certo non il modo giusto di iniziarla, no?!
Ma no, non funziona granche’. “To me Sunday is like any other day”, mi fa.
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