(di Giulio L.)
25 anni eri un bambino felice e andavi allo stadio con Armando a salutare l’Hellas Verona Campione d’Italia, con tutto quello che voleva dire.
Oggi vai allo stadio e speri di vincere x tornare almeno in serie B, dopo 3 infiniti anni di serie C o Lega Pro come la chiamano oggi per fartela sembrare meno triste, ma è sempre serie C alla fine.
Pensi che l’Hellas se lo merita di vincere, pensi che un pubblico così non ce l’hanno neppure la maggior parte delle squadre di serie A. Pensi che lo stadio è l’unico posto in cui c’è polline anche se piove ogni giorno. Pensi che almeno l’anno prossimo i giocatori avranno i nomi sulle maglie.
Pensi che 25 anni fa salutavi gli eroi gialloblu e adesso sei qui incredulo di fronte ad una squadra che non fa neppure un tiro in porta (traversa di Russo dopo 5 minuti esclusa) in quella che dovrebbe essere la partita della vita.
Della loro vita che tu il Verona Campione d’Italia l’hai già visto.
E passano minuti inesorabilmente inutili, passaggi troppo corti, cross sbagliati, corner battuti in fretta, sostituzioni che non danno la svolta sognata. E poi segnano perfino loro. L’arbitro fischia 3 volte, la gente in curva si guarda intorno incredula, che avete cantato, urlato, sperato per 90 minuti e adesso?
E adesso play off, con l’inerzia della stagione che va dalla parte opposta alla tua.
Guardi i ragazzini dietro di te e sorridi amaro, che tu almeno l’hai visto il Verona, quello vero, e perdere col Portogruaro fa sempre male, ma un pò meno.
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