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“La storia di quei due”

Posted by Maria Pia On marzo - 14 - 2010

(di Maria Pia B.)

Clicca e leggi il primo capitolo.

  

Chissà se qualcuno sente l’urgenza di sapere come sia andata avanti la storia di quei due che si incontravano al Bar Ferri, lui a guardare le partite e lei ad aspettare che finissero…

Ne hanno fatta di strada, ne sono passati di mondiali e lui sempre a fare il tifo mentre lei straordinariamente, forse stupidamente paziente a sperare che almeno finisse con i tempi regolari… invece per troppe volte ci sono stati i supplementari, non parliamo poi degli anni in cui c’è stata la tragica fine con i rigori!

 

E questo tifo, passione, mania, fisima… non so come chiamare questo fanatico amore per il calcio ha segnato tutta la lunga storia dei due protagonisti: Armando ha seguito sempre le partite alla radio quando non le poteva vedere in TV, le ha seguite allo stadio, non ne ha persa una!!! Io, Mariapia,  ho capito da subito che con il calcio non potevo competere…. mi sono detta: - ”prendere o lasciare” – Neanche ho provato a dissuaderlo, non avevo nè attributi nè proposte lusinghiere capaci di confonderlo….

Gli anni sono corsi via fra un esame e l’altro, poi il lavoro e chissà se è stata magia o il solito amore, fatto è che armando ha finito per andare a lavorare a Milano!!!

 

Io ero entusiasta di questa sua scelta, non potevo augurarmi di meglio che un moroso che lavorasse in una delle maggior industrie dolciarie italiane dell’epoca… Alemagna!!!!

Rispondevano le telefoniste le poche volte che mi sognavo di chiamarlo, il tono era un misto di dolcezza e intrigo, un certo che di strano che ancora sento nel fondo dei ricordi… ma la vena di gelosia si smorzava in me ogni volta che al ritorno Armando mi portava un sacchettino di dolci. 

 

Lo avrà fatto per farsi perdonare? Sicuramente, ma per me che sognavo un pasticcere era comunque un buon partito!

 

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Il fischio finale dell’arbitro

Posted by Maria Pia On febbraio - 8 - 2010

(Di Maria Pia B.) 
Era l’autunno del 1965, quando conobbi Armando. Erano più le differenze fra noi che le affinità.

Chi l’avrebbe detto che proprio le diversità avrebbero costruito la base della nostra pluriennale resistenza?!

Comincio dalla prima estate della nostra lunga story, avevo 20 anni e dove mi portava il giovane armando nei caldi pomeriggi estivi? forse sul lago?…

No, mi portava al bar a vedere le partite di calcio dei Mondiali in Inghilterra, in mezzo a soli uomini. L’unica cosa che ho potuto fare è stata rinunciare a capire e di calcio davvero non so e non voglio sapere nulla.

A cosa avrò pensato in quei caldi pomeriggi? Cosa mi avrà spinto a sopportare e a rimanere lì, ogni giorno, ad aspettare il fischio finale dell’arbitro?

Si dice anche che non fossi brutta, forse l’avrei trovato un giovanotto che mi proponesse un giro di danza, ma quando si dice l’amore….

Ecco come è cominciata the Lenotti’s story!

 

(…continua…)

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I consigli dello Chef – ricetta n.1

Posted by Chef Pierfrancesco On febbraio - 5 - 2010

(dello Chef Pierfrancesco)

Cari Lenotti,

ma in particolare Cara Maria Pia, come ben sapete ormai Carletto è diventato il figlio adottivo di casa Cargioli-Salvetti, infatti ormai in occasione delle sue trasferte fiorentine soggiorna presso di Noi.

In questi anni frequentando Firenze Carletto ha avuto la possibilità di scoprire una delle bellezze, per la precisione bontà, che la nostra terra offre: la cucina.

Una cucina semplice ma genuina, un cucina povera ma ricca, una cucina che qualcuno dice sia la migliore del nostro Paese.

Ecco perché mi sento in dovere, Cara Maria Pia, di inviarti una serie di ricette che possano farti riscoprire la terra dalla provieni, una terra che ha dato e ti ha dato tanto in termini culturali ma che forse ti ha lasciato poco in termini culinari (questo a detta di tuo figlio).

Proprio perché tengo a lui e perché penso ti faccia piacere, ti inoltro la prima ricetta di cui Carletto va pazzo.

Un piatto semplice, veloce e buono. Un piatto che si puo’ mangiare caldo o freddo. Un piatto per tutte le stagioni. E poi pensando anche ai prossimi Mondiali e all’evento che organizzerete da Voi: Terrazza Mundial, mi sembra proprio un piatto in linea.

E quindi, ecco a te la ricetta che penso tu conoscerai già ma che ti rinfresco:

 

La pappa al pomodoro

Una ricetta tradizionale, adatta ad ogni stagione, da servire calda, fredda o riscaldata con tante gustose variazioni possibili a seconda del proprio gusto!

 

Difficoltà:

chef

 

 

 

Tempo di cottura: 45 minuti

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di pomodori freschi o pelati
250 di pane casalingo ( meglio se raffermo )
4 foglie di basilico
Aglio q.b.
Zenzero fresco q.b (chiamato così a Firenze, ma per gli italiani peperoncino).
800 ml. Di brodo vegetale
Metà bicchiere di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

 

Versate l’olio in un tegame e fate rosolare un battutino di zenzero fresco tritato, aglio e basilico. Aggiungete i pomodori precedentemente pelati, fate cuocere fino a raggiungere il bollore. Versate allora tutto il brodo unendo il pane tagliato a fettine sottili e lasciando cuocere per 2 o 3 minuti. Levate il tegame dal fuoco e lasciate riposare coperto per un’ora. Prima di servire rimescolate bene gli ingredienti e riscaldate. Come dicevamo, la pappa al pomodoro può essere servita fredda, tiepida o riscaldata a seconda dei propri gusti. Consigliamo di aggiungere un po’ di olio extravergine d’oliva a freddo e guarnire con basilico.

Una raccomandazione: ricordate che il pane toscano non è salato, per questo motivo si aggiunge il sale. Attenzione con il pane proveniente da altre regioni!

 

Con questa mia prima ricetta voglio iniziare una collaborazione con il vostro Blog solo per il piacere di contribuire a farti riscoprire le tue origini e preparare qualcosa di diverso, semplice e buono per la tua famiglia e soprattutto per il nostro Carletto.

Un saluto e buon appettito a tutti.

 

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