(di Maria Pia B.)
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Chissà se qualcuno sente l’urgenza di sapere come sia andata avanti la storia di quei due che si incontravano al Bar Ferri, lui a guardare le partite e lei ad aspettare che finissero…
Ne hanno fatta di strada, ne sono passati di mondiali e lui sempre a fare il tifo mentre lei straordinariamente, forse stupidamente paziente a sperare che almeno finisse con i tempi regolari… invece per troppe volte ci sono stati i supplementari, non parliamo poi degli anni in cui c’è stata la tragica fine con i rigori!
E questo tifo, passione, mania, fisima… non so come chiamare questo fanatico amore per il calcio ha segnato tutta la lunga storia dei due protagonisti: Armando ha seguito sempre le partite alla radio quando non le poteva vedere in TV, le ha seguite allo stadio, non ne ha persa una!!! Io, Mariapia, ho capito da subito che con il calcio non potevo competere…. mi sono detta: - ”prendere o lasciare” – Neanche ho provato a dissuaderlo, non avevo nè attributi nè proposte lusinghiere capaci di confonderlo….
Gli anni sono corsi via fra un esame e l’altro, poi il lavoro e chissà se è stata magia o il solito amore, fatto è che armando ha finito per andare a lavorare a Milano!!!
Io ero entusiasta di questa sua scelta, non potevo augurarmi di meglio che un moroso che lavorasse in una delle maggior industrie dolciarie italiane dell’epoca… Alemagna!!!!
Rispondevano le telefoniste le poche volte che mi sognavo di chiamarlo, il tono era un misto di dolcezza e intrigo, un certo che di strano che ancora sento nel fondo dei ricordi… ma la vena di gelosia si smorzava in me ogni volta che al ritorno Armando mi portava un sacchettino di dolci.
Lo avrà fatto per farsi perdonare? Sicuramente, ma per me che sognavo un pasticcere era comunque un buon partito!
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