(di Carlo L.)
L’estate sta finendo, come cantava Mina, portandosi dietro un discreto bagaglio di influenze intestinali e nostalgie. La nostalgia a settembre è di moda: bisogna mettersela tutti i giorni. Nostalgia di tutto: del mare, delle vacanze, dell’abbronzatura, dei compiti a casa, delle foto fatte al mare, del giorno in cui stavi per divertirti ma eri troppo preso dal fare le foto, del display del cellulare sporco di sabbia, dell’ossessione di avere un ricordo bello con cui riscaldarsi nei temutissimi giovedì di novembre. Insomma, se non sei nostalgico, a settembre, sei tagliato fuori. Out.
Ma i Lenotti, iscritti al club, apolitico, dei Penultimi dei Romantici, non si iscrivono al Corso patinatissimo dei Facili Nostalgici. Per questo, ma anche perchè hanno pochissimo da fare, stanno progettando il Natale 2010. Dove andranno i nostri eroi? O meglio, i miei eroi?
La proposta arriva da quel buontempone di Paolo, che dopo il suo viaggio Londra-New York-Toronto-Montreal con ritorno a Londra (ahimè, gli avevavamo augurato tutti un viaggio solo andata, ma per questa volta è stato previsto il ritorno), ha partorito la brillantissima idea di organizzare il pranzo del 25 dicembre nella “sua” Londra. Eh sì, avete capito bene. Non più cugini, basta Bologna. Stop al crostino prodiano. E nemmeno Verona. Quest’anno 4/5 dei Lenotti si potrebbero spostare a Londra. Il potrebbero è d’obbligo, perchè una scelta di questo tipo – per una persona comune una ottima idea – ha scatenato in Maria Pia una serie di considerazioni e tensioni seconde solo, in ansie di tipo ossessivo-compulsivo, allo strappo finiano dal Governo Berlusconi di quest’estate.
Sarà che un mancato pezzo di ricambio del camper, lo storico Arca degli anni ‘80, un vero cimelio da museo delle Cere ma anche un highlander di raro fascino e sex appeal, ha lasciato Armando e Maria Pia a piedi quest’anno (evidentemente i miei genitori non sono a conoscenza del fatto che oltre al camper esistono tende, roulotte, alberghi e residence pronti ad accoglierli a braccia semiaperte), ma Maria Pia ha avuto molto tempo libero per pensarci ed ha reagito a questa proposta con il fare tipico di chi oscilla tra il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. “Bellissimo ma“, “sarebbe carino però“, sono state le espressioni protagoniste della sua estate. Paura dello strappo diplomatico con la sorella bolognese? Timore dell’aereo? Dei kamikaze palestinesi? Nel frattempo il bicchiere si è rotto.
Armando invece ha subito accettato la proposta, incurante del viaggio in treno che lo obbligherebbe alla tappa obbligata, e nemmeno troppo dolorosa, parigina per prendere il TGV (il perchè mio padre non prende l’aereo lo approfondiremo in un’altra era).
Giulio invece, dopo il viaggio in Kenya, pieno di colori e sapori romantici ma anche di ricordi più pesanti (quanto meno per l’apparato digestivo), ha risposto prima con un silenzio piuttosto significativo poi ha accettato, facendo notare – da buon organizzatore di feste, spazi e spostamenti – le difficoltà di reperire voli nel periodo festivo.
Ma questo pranzo a Londra, s’ha da fare?
Per me naturalmente sì. Obviously.
PS: l’articolo è finito prima del tempo perchè l’autore si è improvvisamente annoiato.
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