Archive for febbraio, 2010

Frittelle Fumogene.

Posted by Carlo On febbraio - 28 - 2010

testatafrittelle1 

(di Carlo L.)
Liberamente (ma mi auguro rispettosamente) ispirato agli Esercizi di Stile di Raimond Queneau, ecco un viaggio surreale in un ricordo famigliare.
Questo piccolo esercizio di stile può essere ripetuto all’infinito, con infinite tecniche di narrazione e utilizzando svariate figure retoriche.
Partiamo dal fatto.

 

La Notizia

Febbraio dell’86: un signore di mezza età vuole divertire i propri figli, in una domenica pomeriggio in famiglia. Compra in pasticceria delle frittelle e posiziona il vassoio dentro il forno. Vicino al vassoio dispone due fumogeni gialli e li accende; accende pure la luce del forno,  in modo da simulare la preparazione delle frittelle.
In cucina si forma un fumo di dimensioni molto vaste. Il padre in seguito chiama nella stanza i propri figli che ridono, divertiti da questo episodio. La moglie dell’uomo, e madre dei bambini, reagisce prima con preoccupazione, poi con rassegnazione.

 

Soggettivo 1

In una domenica pomeriggio di febbraio di metà anni ‘80, mio padre, Armando, decide di festeggiare, a suo modo, il carnevale.
Fingendosi pasticciere delle grandi occasioni, improvvisa la preparazione di gustosissime frittelle.
In realtà le frittelle sono state comperate in mattinata alla vicina pasticceria Rossini: per creare l’atmosfera e rendere più credibile la messinscena, Armando posiziona il vassoio dentro il forno, insieme a due fumogeni giallo acceso, che ricordano vagamente quelli accesi per lo scudetto del Verona nell’estate del 85.
Il fumo dentro la cucina ricorda invece il concerto più riuscito dei Pooh, sempre che ce ne sia stato uno: la felicità dei piccoli Giulio, Carlo (il sottoscritto) e Paolo e’ difficile da descrivere.
In mezzo al grande fumo di quella piccola cucina lentamente si avvistano le frittelle appena cucinate.
Gioiamo e ridiamo tutti, tranne Maria Pia che passa dalla paura di aver evitato un incendio allo sconforto di aver sposato un matto.
 

Retrogrado

Che espressione di rassegnazione, la signora Maria Pia! “Ma chi mi sono sposato” sembrava pensasse, dopo che era entrata tutta preoccupata in cucina, richiamata dall’odore di bruciato che si era diffuso per tutta la casa. I piccoli Giulio, Carlo e Paolo ridevano divertiti, di fronte a quel vassoio di frittelle circondato da quella nebbia impressionante, causata da due fumogeni gialli posizionati dentro il forno.
Armando c’era riuscito: aveva finto di cucinare le frittelle, e quel fumo nel forno illuminato avevano completato la sua messinscena, pensata nei dettagli la domenica mattina stessa quando si era recato alla vicina pasticceria Rossini per comprare dei dolci al fine di festeggiare il carnevale in famiglia.

 

Il Comunicato Stampa

Quando la frittella la cucini tu!
Armando stupisce i propri figli grazie ai fumogeni Kyotin

Verona, febbraio ‘86 – Davvero qualcuno pensa che sia difficile stupire i propri figli?
Non ha fatto i conti con Armando, padre di tre graziosissimi bambini, nell’ordine Giulio, Carlo e Paolo.
Domenica, non un giorno qualunque ma giorno di carnevale, Armando ha finto di cucinare le frittelle e ha messo nel forno i dolci comprati in pasticceria, insieme ai dei fumogeni Giallo accessi di Kiotyn.
Con Kyotin è facile far sorridere le persone che si ama: il fumo che si e’ creato in cucina, che ha rispettato il protocollo di Kioto, ha fatto divertire tutta la famiglia.
Anche Maria Pia, moglie di Armando, ha reagito con quel sorriso spontaneo che solo una madre di grande valore e pazienza sa regalare.
E tu? Non vuoi passare una giornata di festa in famiglia?
Regalati Kyotin, regalati un momento di serenità e sorrisi.
(Per informazioni info@kyotin.eu)

 

Cantato da Guccini

Fumo,
Fumo,
Fumo,
Locomotiva vecita pauva.
Fumo del bambino,
Che vide, (nel senso divevtito),
Nel fovno
Che non scalda,
Ma illumina fumo.
Fumo nel suo pensievo,
Fumoso di pauva,
Fumoso di sconfovto,
Fvittelle di domenica,
Finisce la domenica.

 

 Per ora abbiamo terminato, ma naturalmente continueremo a rileggere questo ricordo nei modi più svariati: ma se anche tu vuoi provarci, mandaci il tuo racconto rivisto a info@lenuit.it o aggiungendo un commento a questo articolo.

Un aiutino?

Rileggiamo questo ricordo attraverso:

La visione metaforica

La litote

Scritto da Socrate

Balbettando

…eccetera, eccetera…

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Il Sanremo Campagnolo.

Posted by Giulio On febbraio - 17 - 2010
testatasanremo
 
(dal nostro inviato Giulio L.)
 
Sono passati anni da quando la famiglia Lenotti guardava in insieme Sanremo sul divano in sala.
 
Anni da quando pensavo che fosse lo specchio della musica italiana. Ma poi Sanremo è Sanremo? E cosa vuol dire? Ieri parte della famiglia Lenotti ha fatto compagnia ad Armando x vedere Milan – Manchester, e visto il risultato finale forse perfino il Sanremo campagnolo della Clerici avrebbe avuto il suo fascino.
 
Quindi ieri notte e stamattina ho guardato i video su Youtube.
 
 
Irene Grandi: la voce si sente poco lei sembra la ventura magra (non è un gran complimento). però si sentono i baustelle, e la frase finale con addio e ciao è bella.
DISCRETA. voto 7
 
Valerio Scanu: ha forse 20 anni e sembra cutugno.
CUPO. voto 3
 
Marco Mengoni: ok saper cantare, ok presenza scenica, ma dargli una canzone magari?
VUOTO. voto 4
 
Pupo ecc ecc: su youtube c’è tutto, ma anch’io ho la mia dignità.
ASSENTI. voto 2
 
Fabrizio Moro: non è una canzone? e xchè cantarla allora?
FUORI POSTO. voto 5
 
Malika Ayane: bellissima lei, carina anche se forse non immediata la canzone.
STILOSA. voto 7,5
 
Enrico Ruggeri: se fosse un difensore direi: si salva con l’esperienza.
ONESTO. voto 6+
 
Nomadi e Irene: il mondo piange… eh già…
REALISTI. voto 5
 
Arisa: non vedo l’ora di registrare la canzone x giocare a farci un remix. filastrocca semplice, ma viva. sorelle marinetti top. lei solare e sorridente.
TRASFORMISTA. voto 8
 
Povia: bella l’idea delle ragazze dietro, lui fa un pò di gesti strani e sembra compiaciuto, ma c’è di peggio.
TEATRALE. voto 6
 
Simone Cristicchi: abbastanza gonfia sia la faccia che la canzone strapiena di parole.
INCASINATO. voto 5
 
Sonohra: forse sono fermi lì sul palco da 2 anni, o erano 3? mah…
ARE ERE IRE L’H FAN FUGGIRE. voto 3
 
Toto Cutugno: sembra di essere tornati agli anni 80, ma anche allora non era tra i preferiti.
TRISTE. voto 4
 
Noemi: non capisco cosa guardi alla sua sinistra… ma la canzone è carina. la migliore dei talent show boys&girls. sembra un pò nada.
GRAFFIANTE. voto 6,5
 
Nino D’Angelo: simile a 6,7,8 canzoni, però mi ricorda i tempi del bar cambridge e la napoli di nino tiziana carmine ecc ecc. e se le canzoni devono dare emozioni x me vince lui.
UHE UHE SCIU SCIU. voto 9.
 

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La vera eredità di un padre – Cap. 2

Posted by Armando On febbraio - 17 - 2010

testataeredita2

(Segue dal Capitolo 1: clicca e leggi)
- – - – - – - – - – - – -
(di Armando L.) 

Però il fattaccio era successo!

 

Come era stato possibile che io milanista fin nelle viscere avessi allevato in casa un figlio, che elogia un giocatore della Juventus? Era questa l’eredità che gli avrei lasciato, quello che sarebbe rimasto di me? Ma subito dopo un attimo di profondo scoramento, prevalse il mio pragmatismo e allora feci una domanda a me stesso:

“Ma tu cosa hai fatto finora per crescerlo nella vera fede rosso-nera”?

 

Niente, avevo dato tutto per scontato! Il nonno milanista, il padre milanista, ero sicuro che mio figlio sarebbe cresciuto secondo le antiche care tradizioni familiari.

 

Ma mi ero dimenticato dell’asilo, dei condizionamenti esterni, dei bambini normali, che se vogliono una vita serena nascono juventini,  se vanno in cerca di un’ esistenza stressata tifano per l’Inter, se amano la poesia e la musica tengono al Milan, che rappresenta appunto l’arte.

 

E allora ho cominciato a mettere in atto una subdola forma di condizionamento, come i detrattori di questo blog potrebbero definirla, che io chiamerei invece una serie di doverosi accorgimenti da adottare, per riportare l’ignaro giovane peccatore in poco tempo sulla retta via.

 

Perciò dagli autogrill, dove spesso mi fermavo a pranzo essendo in giro per lavoro, cominciai a  portare a casa tutta la gadgettistica del Milan in circolazione: fischietti, trombette, bandierine, cappellini, palline, magliette piene di cioccolatini, tutti rigorosamente rosso-neri, certo cose molto kitsch, ma che facevano impazzire di gioia un bambino di 4 anni.

 

Insomma potevo tornare a dormire tranquillo: Giulio avrebbe superato senza problemi il trauma infantile.

 

(segue)

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Happy Birthday Beverly Hills 9.02.10!!

Posted by Paolo On febbraio - 11 - 2010

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(di Paolo L.)

Chi mi conosce sa che non amo molto scrivere o parlare di cose passate, o per lo meno non con un tono troppo malinconico e piagnone. Ma ieri mattina un amico ed ex collega mi ha mandato un’email molto simpatica, che celebrava uno specialissimo giorno: il compleanno del telefilm Beverly Hills 90210!

Dovremo aspettare altri cent’anni per ricelebrarlo percio’ tanto vale farlo qui ed ora!

 

In pratica ieri i nostri (o almeno miei) eroi adolescenziali hanno avuto il loro vero e proprio giorno: difatti se abbreviato, il 9 Febbraio del 2010 equivale al CAP del celebre quartiere americano baciato da sole, soldi e benessere. Ovvero 9.02.10.

 

Ma li ricordate? Gli Walsh che dal Minnesota arrivavano a Los Angeles e faticavano a capire il dannato Dylan McKay. Brenda amica-nemica di Kelly, Brandon lo sportivo ma nerd, David il musicista alternativo, Donna la bionda dal fisico mozzafiato – OK dal viso un pò meno… e chi più ne ha più ne metta.

 

Amore, droghe, alcool, amicizie. Problemi con i genitori, problemi con la scuola, problemi con tutto. Il Peach Pit. Insomma, pane a non finire per i denti di un adolescente.

Quanti pomeriggi passati davanti alla TV! E il ricordo, come fosse ieri, della pubblicita’ lancio su Italia Uno – forse anche perche’ trasmessa centinaia e centinaia di volte al giorno?

 

Ma di Aldo Grasso ce n’e’ uno e tutti gli altri son nessuno, percio’ mi fermo qua.

Beverly Hills 90210 e’ storia, e la storia parla da se’.

Ta na na naa, Ta na na naa – tcchh tcchh!! (e il saluto col pugno)

 

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Tanti Auguri Giulio!

Posted by Carlo On febbraio - 10 - 2010

11 febbraio 2010.

Tanti auguri Giulio: prenota un tavolo su The Lenotti’s ed inviaci il tuo messaggio di auguri!

….

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Il fischio finale dell’arbitro

Posted by Maria Pia On febbraio - 8 - 2010

(Di Maria Pia B.) 
Era l’autunno del 1965, quando conobbi Armando. Erano più le differenze fra noi che le affinità.

Chi l’avrebbe detto che proprio le diversità avrebbero costruito la base della nostra pluriennale resistenza?!

Comincio dalla prima estate della nostra lunga story, avevo 20 anni e dove mi portava il giovane armando nei caldi pomeriggi estivi? forse sul lago?…

No, mi portava al bar a vedere le partite di calcio dei Mondiali in Inghilterra, in mezzo a soli uomini. L’unica cosa che ho potuto fare è stata rinunciare a capire e di calcio davvero non so e non voglio sapere nulla.

A cosa avrò pensato in quei caldi pomeriggi? Cosa mi avrà spinto a sopportare e a rimanere lì, ogni giorno, ad aspettare il fischio finale dell’arbitro?

Si dice anche che non fossi brutta, forse l’avrei trovato un giovanotto che mi proponesse un giro di danza, ma quando si dice l’amore….

Ecco come è cominciata the Lenotti’s story!

 

(…continua…)

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I consigli dello Chef – ricetta n.1

Posted by Chef Pierfrancesco On febbraio - 5 - 2010

(dello Chef Pierfrancesco)

Cari Lenotti,

ma in particolare Cara Maria Pia, come ben sapete ormai Carletto è diventato il figlio adottivo di casa Cargioli-Salvetti, infatti ormai in occasione delle sue trasferte fiorentine soggiorna presso di Noi.

In questi anni frequentando Firenze Carletto ha avuto la possibilità di scoprire una delle bellezze, per la precisione bontà, che la nostra terra offre: la cucina.

Una cucina semplice ma genuina, un cucina povera ma ricca, una cucina che qualcuno dice sia la migliore del nostro Paese.

Ecco perché mi sento in dovere, Cara Maria Pia, di inviarti una serie di ricette che possano farti riscoprire la terra dalla provieni, una terra che ha dato e ti ha dato tanto in termini culturali ma che forse ti ha lasciato poco in termini culinari (questo a detta di tuo figlio).

Proprio perché tengo a lui e perché penso ti faccia piacere, ti inoltro la prima ricetta di cui Carletto va pazzo.

Un piatto semplice, veloce e buono. Un piatto che si puo’ mangiare caldo o freddo. Un piatto per tutte le stagioni. E poi pensando anche ai prossimi Mondiali e all’evento che organizzerete da Voi: Terrazza Mundial, mi sembra proprio un piatto in linea.

E quindi, ecco a te la ricetta che penso tu conoscerai già ma che ti rinfresco:

 

La pappa al pomodoro

Una ricetta tradizionale, adatta ad ogni stagione, da servire calda, fredda o riscaldata con tante gustose variazioni possibili a seconda del proprio gusto!

 

Difficoltà:

chef

 

 

 

Tempo di cottura: 45 minuti

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di pomodori freschi o pelati
250 di pane casalingo ( meglio se raffermo )
4 foglie di basilico
Aglio q.b.
Zenzero fresco q.b (chiamato così a Firenze, ma per gli italiani peperoncino).
800 ml. Di brodo vegetale
Metà bicchiere di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

 

Versate l’olio in un tegame e fate rosolare un battutino di zenzero fresco tritato, aglio e basilico. Aggiungete i pomodori precedentemente pelati, fate cuocere fino a raggiungere il bollore. Versate allora tutto il brodo unendo il pane tagliato a fettine sottili e lasciando cuocere per 2 o 3 minuti. Levate il tegame dal fuoco e lasciate riposare coperto per un’ora. Prima di servire rimescolate bene gli ingredienti e riscaldate. Come dicevamo, la pappa al pomodoro può essere servita fredda, tiepida o riscaldata a seconda dei propri gusti. Consigliamo di aggiungere un po’ di olio extravergine d’oliva a freddo e guarnire con basilico.

Una raccomandazione: ricordate che il pane toscano non è salato, per questo motivo si aggiunge il sale. Attenzione con il pane proveniente da altre regioni!

 

Con questa mia prima ricetta voglio iniziare una collaborazione con il vostro Blog solo per il piacere di contribuire a farti riscoprire le tue origini e preparare qualcosa di diverso, semplice e buono per la tua famiglia e soprattutto per il nostro Carletto.

Un saluto e buon appettito a tutti.

 

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